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29 ottobre, Giornata Mondiale della Psoriasi: conoscere la malattia per viverla meglio

Tempo di lettura: circa 7 minuti

Ogni anno, il 29 ottobre, in oltre cinquanta Paesi del mondo si celebra la Giornata Mondiale della Psoriasi. Non è una ricorrenza simbolica: è un’occasione concreta per fare il punto su una patologia che in Italia riguarda circa 1,8 milioni di persone, spesso in silenzio, spesso con un peso che va ben oltre le manifestazioni sulla pelle.

La psoriasi è ancora oggi una malattia poco conosciuta dall’opinione pubblica, circondata da pregiudizi che peggiorano la quotidianità di chi ne soffre. Questa giornata esiste proprio per questo: per informare, per ridurre lo stigma e per ricordare che la psoriasi non è un problema estetico, ma una condizione cronica che merita ascolto, attenzione e accesso a cure adeguate.

Indice

  1. Che cos’è la psoriasi
  2. Una malattia che va oltre la pelle
  3. Chi l’ha istituita e perché: la storia della Giornata Mondiale
  4. Il tema 2026: i giovani e la psoriasi
  5. Le terapie disponibili oggi: tra topici e biologici
  6. Chi sostiene i pazienti in Italia
  7. La cura quotidiana della pelle: il ruolo della dermocosmesi
  8. Domande frequenti

Che cos’è la psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle di origine autoimmune. Il sistema immunitario, anziché proteggere l’organismo, attacca le cellule della pelle accelerandone il ciclo di rinnovo in modo anomalo: mentre normalmente le cellule cutanee si rinnovano in circa 28 giorni, in chi soffre di psoriasi questo processo si comprime a soli 3-7 giorni. Le cellule si accumulano in superficie senza avere il tempo di maturare correttamente, formando le caratteristiche placche arrossate, ispessite e ricoperte di squame biancastre o argentee.

Le zone più colpite sono cuoio capelluto, gomiti, ginocchia, zona lombare e unghie, ma la malattia può manifestarsi in qualsiasi parte del corpo. Non è contagiosa, non dipende da scarsa igiene, e non è una questione estetica: è una patologia sistemica riconosciuta dall’OMS, con un impatto reale e documentato sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Colpisce circa il 2-3% della popolazione mondiale e solo in Italia riguarda circa 1,8 milioni di persone, di cui 250.000 in forma severa. Circa la metà dei pazienti sviluppa la malattia prima dei 20 anni.

Una malattia che va oltre la pelle

Uno degli aspetti meno conosciuti della psoriasi è la sua natura sistemica. Non si tratta solo di placche sulla pelle: la psoriasi è associata a un’infiammazione cronica che può coinvolgere diversi organi e apparati. Il 26% dei pazienti soffre di almeno una comorbilità associata, il 24% di due e il 19% di tre, e almeno il 30% sviluppa l’artrite psoriasica, una forma di artrite infiammatoria che colpisce le articolazioni e può essere altamente invalidante se non trattata precocemente.

A queste si aggiungono le malattie infiammatorie croniche intestinali, le patologie cardiovascolari, le malattie metaboliche come diabete e obesità. E poi c’è la dimensione psicologica, quella forse più silenziosa e più pesante: lo stigma sociale, la difficoltà di esporsi, l’ansia legata all’aspetto fisico, la depressione. Chi vive con la psoriasi sa che la malattia non si ferma alla pelle: entra nelle relazioni, nel lavoro, nella vita di tutti i giorni.

Chi l’ha istituita e perché: la storia della Giornata Mondiale

La Giornata Mondiale della Psoriasi è stata istituita nel 2004 dall’International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) con il patrocinio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, un ruolo fondamentale nella promozione di questa ricorrenza è stato svolto fin dall’inizio da ADIPSO, l’Associazione per la Difesa degli Psoriasici, che il 29 ottobre 2004 organizzò in 25 piazze italiane i primi tavoli informativi, distribuendo materiali e il “Manifesto della psoriasi” con i diritti dei pazienti.

Nel 2014 è arrivato un risultato importante: l’OMS ha adottato una risoluzione che riconosce la psoriasi come malattia non trasmissibile grave con significativo impatto psicosociale, inserendola a pieno titolo nell’agenda della salute globale. Un traguardo ottenuto anche grazie al lavoro instancabile delle associazioni di pazienti.

Il tema 2026: i giovani e la psoriasi

Ogni anno la Giornata Mondiale della Psoriasi è dedicata a un tema specifico scelto dall’IFPA. Per il 2026 il tema internazionale è “Youth”, ovvero i giovani. Una scelta significativa, che riflette una realtà spesso sottovalutata: la psoriasi colpisce frequentemente in età giovanile, proprio nel periodo in cui l’identità si costruisce e il giudizio degli altri pesa di più. Adolescenti e giovani adulti che convivono con le placche sul corpo affrontano spesso difficoltà che vanno ben oltre il sintomo fisico: isolamento, difficoltà nelle relazioni, impatto sull’autostima e sul percorso scolastico o lavorativo.

Il tema di quest’anno è un invito a non lasciare soli i giovani con la psoriasi, a garantire loro accesso alle cure, informazione e supporto psicologico.

Le terapie disponibili oggi: tra topici e biologici

La psoriasi non ha ancora una cura definitiva, ma il panorama terapeutico è cambiato profondamente negli ultimi vent’anni. Oggi chi soffre di psoriasi dispone di un ventaglio di opzioni molto più ampio rispetto al passato, con trattamenti capaci di ridurre significativamente le manifestazioni e migliorare la qualità della vita.

Per le forme lievi o moderate, i trattamenti topici restano il punto di partenza: creme e pomate a base di corticoidi, calcipotriolo o altri attivi che agiscono localmente sulle placche. La fototerapia, che utilizza luce ultravioletta controllata, è un’opzione efficace per molti pazienti. Per le forme moderate-severe, i farmaci sistemici tradizionali come metotrexato e ciclosporina hanno rappresentato per decenni il riferimento.

Con i farmaci biologici si è verificata la vera rivoluzione terapeutica. I nuovi inibitori dell’IL-17 e dell’IL-23 hanno migliorato significativamente i risultati, focalizzandosi sulle vie infiammatorie chiave implicate nella patogenesi della psoriasi, con risposte più rapide e durature rispetto alle terapie tradizionali. La ricerca continua: trial recenti su inibitori delle JAK kinases hanno mostrato promettenti risultati preliminari, e l’interesse crescente per il microbioma cutaneo potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche nel prossimo futuro.

Scegliere il trattamento più adatto è una decisione che spetta sempre allo specialista dermatologo, in base alla gravità della malattia, alle comorbilità e alle caratteristiche individuali del paziente. L’obiettivo condiviso è uno solo: raggiungere il massimo comfort possibile e permettere a chi soffre di psoriasi di vivere senza che la malattia detti i ritmi della vita.

Chi sostiene i pazienti in Italia

In Italia esistono realtà associative che da decenni lavorano al fianco delle persone con psoriasi, offrendo informazione, supporto psicologico e voce nelle sedi istituzionali.

ADIPSO — Associazione per la Difesa degli Psoriasici è nata nel 1989 e rappresenta il principale punto di riferimento italiano per i pazienti. Nel tempo ha ottenuto il riconoscimento della psoriasi come malattia sociale e invalidante, contribuendo all’inserimento dei farmaci in fascia A, ovvero a carico del Servizio Sanitario Nazionale. ADIPSO promuove percorsi di gruppo per i pazienti, finanzia progetti di ricerca genetica e organizza ogni anno la Giornata Mondiale. È contattabile al numero verde 800 031 566 o via email a segreteria@adipso.org.

IFPA — International Federation of Psoriasis Associations è l’organizzazione internazionale che coordina le associazioni di pazienti in tutto il mondo, promuove la ricerca e organizza la Giornata Mondiale della Psoriasi.

SIDeMaST — Società Italiana di Dermatologia è la società scientifica di riferimento per i dermatologi italiani e pubblica aggiornamenti clinici, linee guida e approfondimenti sulla gestione della psoriasi.

La cura quotidiana della pelle: il ruolo della dermocosmesi

Accanto alle terapie mediche, la cura quotidiana della pelle è una parte integrante della gestione della psoriasi. Una pelle ben idratata è meno soggetta a secchezza e screpolature, e una detersione delicata che rispetti la barriera cutanea riduce il rischio di irritazioni e riacutizzazioni. Non si tratta di sostituire il trattamento dermatologico, ma di affiancarlo con gesti mirati e costanti che migliorano il comfort quotidiano.

Farmoderm ha selezionato PSOregon, una linea dermocosmetica sviluppata specificamente per le pelli soggette a psoriasi. La gamma è stata scelta dopo un’attenta analisi delle formulazioni e dei risultati dei test clinici, con l’obiettivo di offrire prodotti efficaci che rispettino la pelle e i suoi tempi. La Maintenance Cream aiuta a ridurre la secchezza e ammorbidire le placche, il Rescue Serum agisce in modo mirato sulle zone più irritate, lo Shampoo e il Conditioner sono formulati per il cuoio capelluto con tendenza psoriasica. Prodotti da utilizzare con costanza, come parte di una gestione quotidiana equilibrata.

Domande frequenti

La psoriasi è contagiosa?

No, in modo assoluto. La psoriasi è una malattia autoimmune, non un’infezione. Non si trasmette attraverso il contatto fisico, gli oggetti o l’aria. Uno dei principali obiettivi della Giornata Mondiale della Psoriasi è proprio abbattere questo pregiudizio, ancora molto diffuso, che causa isolamento e discriminazione.

La psoriasi si può guarire definitivamente?

Oggi non esiste una cura definitiva per la psoriasi. Si tratta di una malattia cronica che attraversa fasi di miglioramento e riacutizzazione. Le terapie disponibili, però, sono in grado di controllare i sintomi in modo molto efficace e di garantire lunghi periodi di remissione, soprattutto con i farmaci biologici di ultima generazione.

Quando compare la psoriasi?

La psoriasi può manifestarsi a qualsiasi età, ma il primo episodio avviene frequentemente in età giovanile. Circa la metà dei pazienti sviluppa i primi sintomi prima dei 20 anni. Esiste poi una seconda finestra di esordio intorno ai 50-60 anni.

Come si distingue la psoriasi dall’eczema?

Entrambe sono patologie infiammatorie della pelle, ma hanno caratteristiche diverse. La psoriasi si presenta tipicamente con placche ben definite, di colore rosso intenso e con squame bianco-argentee. L’eczema (o dermatite atopica) tende invece a produrre lesioni più diffuse, con prurito più intenso e pelle che appare umida o crostosa. La diagnosi corretta spetta sempre allo specialista dermatologo.

Articolo a cura di Farmoderm. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un dermatologo. In presenza di sintomi che destano preoccupazione, è sempre opportuno rivolgersi al proprio specialista di riferimento.